Comunali, la lista “Casagiove nel Cuore” schiera Giovanna Sibillo: “La sicurezza è un bene comune e una priorità di tutta la città”

Laurea con lode presso la Facoltà di Giurisprudenza e un percorso di studi alle spalle che l’ha condotta in Spagna, permettendole di entrare in contatto con culture diverse. Tirocinante presso il Tribunale in ambito penale, ha poi superato l’Esame di Stato conseguendo l’abilitazione alla professione forense. Attualmente frequenta un Master in Criminologia ed è entrata nel corpo della Polizia di Stato, lavoro che svolge con passione e che le ha permesso di accrescere le sue conoscenze.

Si presenta così la candidata Giovanna Sibillo con un background personale di grande rilievo e una tenacia non comune, che hanno caratterizzato la sua scelta di entrare in campagna elettorale in virtù delle prossime amministrative. “Il mio impegno trae forza dalla volontà di voler dare il mio apporto alla città abbracciando le idee della coalizione Casagiove nel Cuore, guidata dal candidato sindaco Danilo D’Angelo. Una decisione che affonda le radici nella mia professione, dal momento che vivo a pieno le problematiche di ordine sociale legate ai temi della sicurezza e dalla tutela collettiva. Parlare di Sicurezza vuol dire parlare di un “bene comune”. Un assunto che sottintende l’importanza di saper agire, ma anche prevedere e prevenire attraverso asset di controllo e sorveglianza in diverse aree del contesto urbano, garantendo alla comunità una pluralità di funzioni di pronto intervento e un servizio sociale territoriale.

Con la crescita esponenziale dei reati legati alla micro-criminalità, la città di Casagiove si è rivelata a tutti gli effetti un bersaglio. Questo stato di cose ha inciso non soltanto sul benessere del singolo cittadino-vittima di reato, ma ha acuito il senso di insicurezza di tutta la popolazione ad ogni livello. Nel programma della coalizione tra gli interventi previsti in merito è stata evidenziata la creazione di una task force per rafforzare il corpo della Polizia Municipale, oltre il miglioramento della Protezione Civile riorganizzando gli uffici, puntando ad una sorveglianza attiva, soprattutto negli spazi pubblici.

Inoltre Casagiove necessita di un sistema di sicurezza urbana integrata creando una stretta connessione tra pubblico e privato, e l’attivazione di una “Control Room” in cui verranno confluiti tutti i dati. La sicurezza deve essere declinata anche come sicurezza partecipata, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini dall’interno e di trascinare in modo particolare i giovani, per molti versi pedine della criminalità. A tal proposito credo nella programmazione di iniziative ad hoc per lo più incentrate nel settore della cultura e dello sport.

Le discipline artistiche così come lo sport si scoprono infatti come canali di trasmissione di valori e veri ambiti di prevenzione sociale: alternative efficaci per contrastare l’incremento di situazioni a limite. Dunque, la sicurezza non può essere definita tout court come installazione di videocamere o potenziamento della rete di illuminazione, al contrario deve essere pensata in un’ottica generale per trasformarsi in una progettazione consistente, efficace ed efficiente che ponga al centro la prevenzione in tutte le sue sfumature.”