Amministrative, nella squadra di Casagiove nel Cuore Pina Mingione: “In politica la diversabilità non può essere solo ostentata”

Giuseppina Mingione per molti è conosciuta come Pina o Pinetta; diminutivi che sottintendono l’affetto che circonda lei e la sua famiglia. Pina Mingione ha fatto della famiglia la sua ragione di vita, compiendo scelte decisive soprattutto sotto il profilo professionale, che l’hanno portata a specializzarsi come insegnante di sostegno per andare incontro ai bisogni educativi dei bambini.

Pina Mingione ora sente che è giunto il momento di fare un passo importante. “Ho accarezzato l’idea di propormi alla carica di consigliere per il rinnovo del prossimo governo comunale di Casagiove insieme al gruppo di Casagiove nel Cuore, guidato dal candidato sindaco Danilo D’Angelo, convinta che si è già detto abbastanza, ma realizzato poco. Per noi famiglie la diversabilità fin qui in ambito politico è stata solo ostentata e per di più accompagnata da un mediocre orizzonte politico.

Le mie considerazioni riguardano in primis le esigenze dei bambini e dei ragazzi diversamente abili, ma è prioritario iniziare a riflettere sulla forza dei genitori che tutti i giorni sanno solo di poter contare su sé, e talvolta non si sentono nemmeno realmente compresi. Mondi interiori che implodono e che cercano un appiglio per poter andare avanti provando a vivere nel miglior modo possibile sopperendo all’assenza delle istituzioni.

Sono cosciente di essere alla mia prima esperienza politica, ma sono altrettanto consapevole che la mia volontà nel voler costruire un percorso specifico è determinante per raggiungere traguardi di piena solidarietà e di inclusività, con azioni e interventi specifici, come l’istituzione di un ufficio di coordinamento delle politiche in favore delle persone con disabilità e le loro famiglie: una struttura che curi gli adempimenti necessari per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità.

La diversabilità mi appartiene e questo fa sì che io possa interfacciarmi in maniera coerente e realistica con chi affronta dignitosamente le piccole e grandi battaglie giornaliere. La mia mission inoltre è quella di fortificare i servizi di rete e volontariato, tracciare una mappatura del territorio per rilevare le forme di povertà del nostro paese ed entrare nel merito con soluzioni non solo immediate o imminenti, ma creare presupposti a lungo termine per risolvere la problematica della precarietà dalla radice e colmare i divari sociali: bisogna aiutare le persone disagiate e fragili a rialzarsi da sole. Oltre agli aiuti materiali occorre oltremodo saper intervenire in tutte le situazioni di disagio e difficoltà psicologica.

Per questo nel programma è stata prevista la creazione di uno Sportello di ascolto, in grado di poter accogliere le richieste di aiuto e poter attivare un supporto funzionale al benessere dei cittadini. Ancora, reputo necessaria la realizzazione di un Osservatorio cittadino, riconosciuto come organo supremo, soprattutto in questo periodo “post-pandemico”, perché si ha la necessità di condividere itinerari comuni e mitigare i possibili eventi di fragilità. Partecipazione, inclusività ma anche integrazione. La nostra proposta si completa con il coinvolgimento della figura del mediatore culturale per attuare operazioni di inclusione culturale e di partecipazione comunitaria favorendo i cittadini stranieri che vivono a Casagiove”.